È strano guardarsi indietro e valutare il cammino percorso.
Oggi sono un musicista. Nell’adolescenza, benché la musica occupasse già una parte considerevole della mia vita, volevo fare l’astrofisico. Forse perché percepivo inconsciamente la profonda unità dell’Universo.
C’è un’immensa poesia nei suoni così come nel moto degli astri. C’è una danza inarrestabile e necessaria in una corda che vibra come nel passaggio di una meteora verso la sua fine fiammeggiante. Continua...
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|




